Intervento della Presidente Maria Francesca Curatola al SIT-IN in Piazza Capranica il 18 GIUGNO 2026 in rappresentanza del Comitato TAM per la tutela dei grandi alberi di Monteverde e dintorni.
“Oggi non siamo qui per fare testimonianza. Non siamo qui contro il Sindaco Gualtieri.
Siamo qui per dire BASTA a tutta quella politica e i suoi schieramenti orientati alla svendita e privatizzazione dei beni comuni.
Basta alla svendita del territorio.
Basta al consumo di suolo mascherato da rigenerazione.
Basta agli alberi trattati come ostacoli, come numeri, come arredo urbano sacrificabile o, ancor peggio, come oggetti assimilabili alle panchine, se ne rompe una e la si sostituisce con una nuova, e così fanno con gli alberi.
DISSONANZA COGNITIVA O COSA?
Ogni giorno questa Giunta promuove convegni ed eventi su clima, isole di calore, inquinamento, dissesto idrogeologico e forestazione urbana. Tutto molto bello, in teoria.
Ma nella realtà, mentre si annunciano soluzioni verdi, in ogni quadrante della città continuano abbattimenti, potature drastiche e interventi sulle alberature anche nel periodo di interdizione obbligatoria.
Si proclamano depavimentazioni e il Sindaco annuncia fiero ben 14.000 mq liberati da impermeabilizzazioni del suolo.
14.000 mq non sono altro che una superficie pari a due campi da calcio. Il nulla!! Il nulla per la città di Roma e, in ogni caso, diteci dove!!!
Propongono e pubblicizzano l’art- street antismog cioè l’uso di Vernici smog-assorbenti su tratti di piazze, o all’interno di parchi giochi come strumento di disinquinamento dell’aria. Questa è propaganda!! Servono alberi non vernici!!
Il territorio non è merce. Il verde pubblico non è decoro. Gli alberi non sono una voce di bilancio. Sono salute, ombra, aria, paesaggio, memoria, vita.
Vogliamo e pretendiamo competenza, rigore, protezione e cura del verde pubblico.
Il 27 maggio l’assessora Alfonsi ha presentato il bilancio arboreo di Roma.
Ce lo hanno raccontato come una vittoria arrivata in anticipo di un anno.
Noi diciamo siete in ritardo di quattro anni!! Non basta citare la Legge 10/2013, a Roma abbiamo il Regolamento del Verde del Paesaggio che è Legge di questa città e come le altre deve essere rispettato nonostante il Primo Cittadino di Roma lo consideri SBAGLIATO!!
Il bilancio arboreo presentato alla città resta oggi ancora privo di riscontro trasparente.
Siamo alla TARANTELLA DEI NUMERI
Perché se dentro i numeri ci sono decine di migliaia di abbattimenti, centinaia di schianti, alberi già esistenti messi nel conto come incremento, allora non basta parlare di saldo positivo.
Noi chiediamo due cose molto semplici a costo 0: TRASPARENZA e VERITÀ.
Siamo ridondanti e pedanti. E insistiamo sulle risposte mancate!!
Degli alberi abbattuti vogliamo sapere di che specie e dove sono stati abbattuti, municipio per municipio.
Quanti ne sono stati sostituiti dove e di che specie?
Degli alberi di nuovo impianto dove sono stati radicati e di che specie?
E ancora, di tutti quelli piantati, sono vivi davvero?
Quanti si sono seccati?
Sono stati sostituiti?
Quanti schianti si potevano evitare avendo cura di mettere preventivamente in sicurezza gli apparati radicali, eseguendo i necessari controlli delle attività di scavo di cantiere?
Allora basta propaganda.
Basta conferenze stampa.
Basta numeri agitati come bandierine.
Noi chiediamo atti.
Chiediamo dati.
Chiediamo controlli.
Chiediamo partecipazione.
Quando i cittadini difendono il proprio territorio dallo spregiudicato consumo di suolo, quando si oppongono alla cementificazione, quando chiedono tutela per boschi, falde, aree archeologiche, parchi e riserve, troppo spesso accade qualcosa.
Accade che quei luoghi vengano degradati.
Accade che vengano abbandonati.
Accade che diventino vulnerabili.
Accade che brucino.
È successo pochi giorni fa a Pietralata.
Noi del Comitato TAM Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle battaglie del Comitato No Stadio si parco si Ospedale e a tutte le associazioni, comitati, le realtà civiche, cittadine e cittadini che si spendono quotidianamente per la tutela dei beni comuni.
Noi chiediamo accertamenti seri. Chiediamo alla Procura di restituirci Verità e Certezza. Subito.
Perché il fuoco non può diventare il preludio alla trasformazione urbanistica.
Il degrado non può diventare l’alibi per costruire.
L’abbandono non può diventare il primo passo della speculazione.
Oggi noi del Comitato TAM diciamo due NO chiari.
Sul piano nazionale diciamo No alla politica del Governo Meloni che aumenta la spesa militare e, nello stesso tempo, taglia o indebolisce la spesa pubblica che serve davvero ai cittadini.
Meno sanità, meno scuola, meno prevenzione, meno cura del territorio, meno manutenzione, meno protezione ambientale significa meno sicurezza. Noi cittadini, il Popolo Italiano che è sovrano, lo dice l’art. 1 della Costituzione, non si sente al sicuro. Quando il carrello della spesa è vuoto non c’è sicurezza nelle nostre città.
La sicurezza che vogliamo è innanzitutto sicurezza sociale.
È poter vivere in quartieri sani, con servizi pubblici funzionanti, alberi curati, scuole sicure, sanità accessibile, territori protetti, lavoro dignitoso, aria respirabile.
La sicurezza si costruisce investendo nella cura, nella prevenzione, nei diritti e nei beni comuni e non togliendo risorse alla vita quotidiana delle persone.
E diciamo No alle politiche di svendita e privatizzazione dei beni comuni incarnate dal governo cittadino di Roberto Gualtieri.
Perché una città che vende i suoi beni comuni vende pezzi della nostra libertà.
Quando perdiamo un parco, perdiamo libertà.
Quando perdiamo un albero, perdiamo salute.
Quando perdiamo suolo, perdiamo futuro.
Quando perdiamo il diritto di partecipare, perdiamo democrazia.
Non facciamoci derubare del primo bene: il Pensiero Critico.
Non lasciamoci addormentare dalle parole giuste usate per fare cose sbagliate.
Rigenerazione.
Valorizzazione.
Decoro.
Sicurezza.
Emergenza.
Progresso.
Chiediamoci sempre: Chi decide? Chi guadagna? Chi perde? Chi controlla? Chi paga il prezzo?
Il Territorio è nostro.
La città è nostra.
La salute è nostra.
Il diritto a partecipare è nostro.
La libertà è nostra.
Siamo noi che veniamo dal Basso, noi siamo la base sociale, noi siamo IL POPOLO sovrano! E lo diciamo a chi si affaccia in questo panorama politico spacciandosi per il Nuovo che Viene dal Basso. Di quale “basso” si parla? Ci spieghino meglio, lo spieghi meglio al Popolo italiano e a noi cittadini romani.
Roma non è in vendita.
Gli alberi non sono sacrificabili.
I beni comuni non sono merce.
Abbiamo difeso la nostra Costituzione, la nostra meravigliosa Costituzione, ambiziosa nei suoi principi e valori fondamentali, altro che vecchia!! Lo abbiamo dimostrato con il voto referendario del 22 e 23 marzo scorsi.
La nostra Costituzione è giovane, giovanissima e deve trovare ancora il tempo della sua piena applicazione e Quel tempo è Adesso!!!
A chi s’interroga e chiede “diteci cosa dobbiamo fare; diteci di cosa gli italiani hanno bisogno”?
E, a chi si adopera per raccogliere idee e suggerimenti dal popolo italiano,
Noi Rispondiamo GIUSTIZIA SOCIALE!
Che si rispettino e si applichino subito, adesso, gli art. 1, 2, 3 della Costituzione e che si applichino subito, adesso gli articoli 41 e 42 della Costituzione. “L’iniziativa economica privata è libera” ma “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. (art. 41).
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurare la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. (art.42).
Vogliamo e pretendiamo L’applicazione dell’art. 9 della Costituzione. [La Repubblica italiana garantisce la] Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni!!
Concludo con un messaggio da condividere: Il 23 maggio scorso a Milano Generazioni Future in seno alla sua assemblea nazionale ha approvato una mozione che riguarda tutti noi e alla quale il Comitato TAM ha aderito e sottoscritto e che diffonderemo. Ognuno di noi può farlo, come singoli, come realtà civiche (segue lettura della Mozione di Generazioni Future del 23 maggio 2026- Milano).“
