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Commissione Ambiente Capitolina: Comitati e Associazioni chiedono chiarezza su abbattimenti e nuove piantagioni

Un confronto acceso sulla gestione del verde urbano a Roma La Commissione del Verde del Comune di Roma, tenutasi il 19 marzo 2025 su richiesta del consigliere comunale Daniele Diaco, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute, ha visto la partecipazione dell’assessora al Verde, Sabrina Alfonsi, con alcuni del suo staff, la Direttrice Tecnica del Dipartimento Tutela Ambientale, Marina Mantella, di diversi consiglieri di opposizione, dell’associazione Italia Nostra APS – Sezione Roma -, dei comitati cittadini e il Coordinamento del Regolamento del Verde di cui è portavoce Giorgio Osti.

Un confronto acceso sulla gestione del verde urbano a Roma
La Commissione Ambiente del Comune di Roma, tenutasi il 19 marzo 2025 su richiesta del consigliere
comunale Daniele Diaco, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute, ha visto la partecipazione
dell’assessora al Verde, Sabrina Alfonsi, con alcuni del suo staff, la Direttrice Tecnica del Dipartimento Tutela
Ambientale, Marina Mantella, di diversi consiglieri di opposizione, dell’associazione Italia Nostra APS –
Sezione Roma -, dei comitati cittadini e il Coordinamento del Regolamento del Verde di cui è portavoce
Giorgio Osti.
L’incontro è stato un momento cruciale per fare chiarezza sulle politiche di manutenzione del verde adottate
dall’amministrazione e per denunciare le criticità riscontrate sul territorio.
Nel suo intervento introduttivo L’assessora Alfonsi, ha illustrato l’operato dell’amministrazione in materia dal
suo insediamento ad oggi. Tuttavia, la sua esposizione è stata accolta con crescente scetticismo dai comitati
e dai consiglieri presenti, che hanno contestato le sue affermazioni con puntuali e precise osservazioni.

Le criticità evidenziate dai comitati
I rappresentanti dei cittadini hanno sollevato numerose questioni fondamentali sulla gestione del verde
urbano incluse ville storiche e parchi.
Hanno sottolineato il ruolo essenziale degli alberi adulti in città, fondamentali per la vita salubre in ambiente
urbano, grazie ai servizi ecologici forniti in termini di assorbimento della CO2, polveri sottili e mitigazione
delle isole di calore. Hanno contestato quanto da anni, con crescente intensità, oramai quotidiana, sta
accadendo in tutti i 15 municipi: abbattimenti indiscriminati, drastiche potature/capitozzature, che ricordiamo
sono vietate, mancate o insufficienti cure endoterapiche, obbligatorie sin del 2021, per contenere della
diffusione parassitaria della Toumayella parvicornis, parassita letale per i pini di Roma, sottoposti a speciale
vincolo storico e paesaggistico in quanto esemplari identitari del territorio romano.
Hanno poi posto l’accento sulle sostituzioni degli alberi abbattuti nel corso del triennio 2021-2023. Le ditte
in appalto erano obbligate contrattualmente alle sostituzioni. Che fine hanno fatto gli alberi? Chi controlla
gli adempimenti contrattuali? Queste sono state le primissime battute introduttive degli interventi con il
lancio, da parte di Maria Elena Carosella, di una Moratoria avverso il Comune di Roma.
Giorgio Osti, per il Coordinamento del Regolamento del Verde, ha sottolineato le discrepanze nei dati forniti
dall’amministrazione capitolina anche rispetto ai numeri provvisori e parziali presentati dall’Acos (Agenzia
per il Controllo della qualità dei servizi erogati dal Comune di Roma), pubblicati nella relazione annuale 2024
(https://www.agenzia.roma.it/it-schede-1110-relazione_annuale_2024) e relativi agli anni 2021-2023,
rendendo di fatto difficile la verifica dello stato effettivo del patrimonio arboreo. Inoltre, appare del tutto
evidente la sostanziale inadeguatezza del Servizio Giardini, ridotta a due agronomi, come dichiarato dalla
stessa Alfonsi nel corso della riunione.
L’avvocata Maria Francesca Curatola, presidente del Comitato TAM (per la Tutela dei grandi Alberi di
Monteverde e dintorni) e consigliera della sezione romana di Italia Nostra APS – ha ribadito l’irrinunciabile
necessità di perizie agronomiche accurate, basate su analisi strumentali adeguate e ripetibili e non solo su
valutazioni visive (VTA), comprovanti le indifferibili e oggettivamente inopponibili decisioni di abbattimenti.
Di contro, la superficialità delle attuali relazioni tecniche è di tutta evidenza, ha sottolineato la presidente del
Comitato TAM, citando tra i tanti il caso degli oltre 256 olmi di Viale dei Quattro Venti, storico viale e
nevralgico corridoio verde, del rinomato quartiere di Monteverde Vecchio, in questi giorni oggetto
d’intervento delle ditte esternalizzate.
Gli abbattimenti delle alberature, ha proseguito la Curatola, vengono eseguiti in modo massivo nel mancato
rispetto del Regolamento del Verde, nella completa assenza di una compiuta pianificazione, adeguata
programmazione e specifica progettazione pluriennale, in caso di sostituzione delle alberate.
Si abbatte per paura che gli alberi possano cadere ma non si pensa ai danni ambientali collegati e collegabili
all’eliminazione degli alberi. Basti pensare che nel 2023 a Roma si sono registrati poco meno di 3.000 decessi
prematuri per danni riconducibili all’inquinamento atmosferico, su un totale di 80.000 in Italia (fonte CNR
https://asvis.it/notizie/2-20715/rapporto-mobilitaria-2024-linquinamento-nelle-citta-italiane-rimane-stabile).
E ancora, è tornata a sottolineare l’insufficienza e la discontinuità delle cure endoterpiche ai pini in città, nei
parchi e nelle ville, spesso completamente dimenticate dal Dipartimento, nonostante le numerose istanze,
come Villa Massimo e suoi pini, abbandonati dal 2021 alle infestazioni parassitarie.
La conclusione del suo intervento è stata dedicata ad un altro gravissimo problema, quello della protezione
degli apparati radicali durante i lavori stradali. I Regolamenti comunali non vengono rispettati, nessuno
controlla, nessuno sanziona. Gli alberi cadono perché vengono recisi gli apparati radicali o perché vengono
soffocati dal cemento, e, allora, servono i controlli e dallo stesso Dipartimento pretesi i c.d cantieri radici. Via
Ozanam e la sorte della sua alberata è un esempio tangibile. Nel gennaio 2024 la direttrice Marina Mantella
si era impegnata a ragionare sulla sorte dell’alberata a patto che i cittadini portassero proposte concrete e
attuabili. “Noi l’abbiamo fatto”, ha rammentato la Curatola, “abbiamo consegnato una relazione tecnica sul
valore economico dell’alberata, di quasi 400 mila euro (nonostante gli scempi perpetrati agli alberi ridotti
a sole 42 esemplari) e un progetto di ricomposizione dei filari che incrementerebbe il valore fino a 1 milione
di euro. Ci abbiamo creduto, abbiamo rispettato il patto, la Mantella No!!”
“Abbattere preventivamente gli alberi per il timore che vengano giù, non può essere la soluzione. Siamo di
fronte al disastro ambientale, oltre che ad un colossale danno erariale per il depauperamento ingiustificato
del patrimonio comune”, ha chiosato.

Le posizioni dei consiglieri
Il consigliere Daniele Diaco ha ribadito l’importanza di attivare la Consulta del Verde, come previsto dal
Regolamento del Verde, per garantire un dialogo diretto tra cittadini e amministrazione. Ha evidenziato la
drammatica inefficienza del Servizio Giardini, ormai sotto organico e il continuo ricorso a deroghe e proroghe
che impediscono l’applicazione effettiva del Regolamento del Verde, sottolineando che gli alberi sono un
patrimonio pubblico irrinunciabile da tutelare. Le risorse economiche devono trovare diversa allocazione non
si può e non si deve demandare la gestione del verde in via esclusiva alle ditte esternalizzate.
Così, riaffermando l’urgenza di portare la discussione in Consiglio Comunale per attivare la Consulta del
Verde, ha suggerito l’istituzione provvisoria di un tavolo di lavoro con le rappresentanze dei cittadini per
realizzare insieme il piano del Verde urbano di cui la città è ancora sprovvisto. In definitiva, ha concluso il
Consigliere, per ridisegnare una volta per tutte la nostra Capitale e farla tornare alla bellezza di un tempo
“gli strumenti [per la gestione del verde] sono tre e devono essere garantiti: Il rispetto del Regolamento del
Verde, il Piano del Verde Urbano, La Consulta dei cittadini.
Il consigliere Carpano, ha posto particolare accento sull’accentramento amministrativo della gestione del
verde scelta politica di assoluta follia, per un territorio così vasto come quello della nostra Capitale, quando
sarebbe piuttosto utile e necessario decentrare, cedendo competenze ai Municipi per una maggiore efficacia
nel monitoraggio e cura delle alberature.
Il Consigliere Fabrizio Santori con il suo intervento, ha ricordato che si attende la risposta sull’esposto
presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma che sicuramente dovrà fare chiarezza
su tutte le questioni dibattute. I dati documentali, ha ribadito, dichiarano numeri ben diversi da quelli
comunicati dall’assessora Alfonsi e, con l’occasione, ha rinnovato il ricordo dei numerosissimi abbattimenti
all’interno di ville e parchi, della perdita considerevole del patrimonio arboreo e poi il rischio a cui sono
esposti i lunghi filari di pini di via Gregorio VII dove si vorrebbe realizzare la TVA.
Una sola notizia apparentemente positiva è arrivata dal presidente della Commissione Ambiente, il Consigliere Palmieri, che ha assicurato la salvaguardia dei pini di Viale Gregorio VII nel progetto della nuova TVA.

Prossimi passi: un tavolo di lavoro e la Consulta del Verde
L’incontro ha evidenziato le profonde criticità nella gestione del verde urbano e la necessità di un cambio di
rotta per garantire maggiore partecipazione e trasparenza. Italia Nostra, il Comitato TAM, il Gruppo del
Regolamento del Verde, tutte le altre associazioni e comitati cittadini, continueranno a chiedere risposte
concrete su tutte le questioni sollevate e non esaustive del tema. Continueremo a pretendere il rispetto del
Regolamento del Verde vigente nonostante il Sindaco, lo scorso anno, non si sia trattenuto dal dire a gran
voce che questo strumento normativo è sbagliato (aprile 2024 incontro pubblico in Largo Ravizza –
Monteverde Mun. XII).

Ringraziamenti
Un sentito ringraziamento a Maria Elena Carosella, Jacopa Stinchelli e Giorgio Osti per i loro puntuali
interventi e a tutti i consiglieri di opposizione, in particolare a Daniele Diaco per aver richiesto la Commissione
IV Ambiente a sostegno dei comitati, delle associazioni e dei cittadini.
Cogliamo l’occasione per segnalare la pubblicazione ISPRA “I Piani comunali del verde: strumenti per
riportare la natura nella nostra vita?”, che analizza le strategie di pianificazione del verde urbano in diverse
città italiane. Un riferimento importante per il futuro di Roma.
https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/quaderni/ambiente-e-societa/i-piani-comunali-del-verde-strumenti-per-riportare-la-natura-nella-nostra-vita

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Ambientale, Marina Mantella, di diversi consiglieri di opposizione, dell’associazione Italia Nostra APS –
Sezione Roma -, dei comitati cittadini e il Coordinamento del Regolamento del Verde di cui è portavoce
Giorgio Osti.

La Capitozzatura è una pratica di potatura degli alberi degenerativa che porta gli alberi verso il declino © immagine: kcb

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